
Lorena Di Mauro
Mar 4, 2026

C'è stato un momento in cui fare contenuti per i social era un lavoro senza codice ATECO. Oggi le imprese italiane della digital content creation sono più di 25.000, quasi il triplo rispetto al 2015, con una crescita del +185% in meno di dieci anni. Lo rileva la ricerca InfoCamere, che fotografa un comparto uscito dalla marginalità per diventare un settore produttivo strutturato. A trainare l'espansione sono le imprese che operano nella produzione audiovisiva, nel marketing digitale e nella gestione di piattaforme online, più che triplicate nello stesso arco temporale, fino a raggiungere le 15.986 unità, con un punto di svolta durante la pandemia, quando la domanda di contenuti digitali è esplosa.
Il fenomeno è distribuito su tutto il territorio nazionale, dal Nord alle Isole. E se l'offerta si allarga, la domanda dei brand segue la stessa direzione: secondo il report The State of Influencer Marketing in Europe 2025 di Kolsquare, il 72% dei brand europei prevede di aumentare gli investimenti in influencer marketing nel 2026 con una spesa media di 175 mila euro.
È in questo incrocio tra un’industria che si struttura e una domanda in forte accelerazione che si inserisce Vidoser, parte del gruppo CreationDose che gestisce l’intero ciclo delle campagne di creator marketing: dalla selezione dei profili nell’Influencer Marketing alla produzione dei contenuti, fino alla misurazione delle performance. Fondata nel 2018, CreationDose Group è passata in meno di otto anni da startup a scaleup, con sedi a Catania e Milano, circa 50 dipendenti e un fatturato superiore ai 5 milioni di euro nel 2025.
Undicesima in Europa: una scaleup italiana entra nella FT1000 2026
A conferma di questa crescita, la classifica FT1000: Europe's Fastest Growing Companies 2026, realizzata dal Financial Times in collaborazione con Statista, inserisce Vidoser all’undicesimo posto in Europa su 52 aziende nella categoria Advertising & Marketing e al primo posto tra le italiane nella stessa categoria, con una crescita assoluta del 342%. La classifica seleziona ogni anno le 1.000 aziende europee con la crescita di fatturato più rapida, in Italia raggiunge il 29° posto su 136 aziende presenti, dimostrando l’efficacia del modello Made in Italy anche nella marketing technology.
"Quando nel 2018 abbiamo fondato CreationDose, nessuna azienda italiana di creator marketing compariva nell'FT1000. La classifica misura i ricavi, non le promesse: essere primi in Italia nella categoria advertising e marketing è il segnale che il ruolo sempre più centrale dei creator nella comunicazione dei brand si sta consolidando, e che servono piattaforme strutturate per gestirlo", commenta Alessandro La Rosa, founder e CEO di Vidoser.
L'obiettivo per il 2026: superare i 10 milioni e aprire al mercato spagnolo
La direzione strategica del gruppo punta sull'integrazione progressiva dell'intelligenza artificiale in ogni fase del processo, con l'obiettivo di rendere le campagne di influencer marketing più semplici da gestire e più scalabili. Sul fronte dei ricavi, il traguardo dichiarato è superare i 10 milioni di euro nel 2026, anche grazie all'espansione internazionale, con l'ingresso strutturato nel mercato spagnolo come primo passo verso una presenza europea più capillare. Le basi ci sono: la community di Vidoser conta già migliaia di creator in più di 30 paesi, compresi gli Stati Uniti. Il gruppo ha inoltre lanciato di recente il Creator Hub, uno strumento pensato per professionalizzare il lavoro dei creator, offrendo loro una vetrina per presentarsi ai brand direttamente con le metriche dei propri profili social.
“Abbiamo costruito in Italia un modello che funziona: tecnologia proprietaria, team under 35 strategico, creativo e tech, e una piattaforma abilitata dall’AI che gestisce l'intera filiera del creator marketing. Ora la sfida è dimostrare che questo modello può crescere anche fuori , nel 2025 più del 10% del fatturato è stato estero, ma vogliamo scalare ulteriormente partendo proprio dalla Spagna. I brand europei stanno aumentando i budget dedicati ai creator, e noi vogliamo essere la piattaforma ed ecosistema su cui li investono” conclude La Rosa.












